Negli ultimi anni il digitale ha cambiato il modo in cui aziende ed enti pubblici condividono documenti, gestiscono flussi di lavoro e comunicano con utenti interni ed esterni. Ma c’è un punto spesso sottovalutato, che fa la differenza tra “funziona” e “funziona per tutti”: l’accessibilità.
Per questo abbiamo fatto un aggiornamento importante: abbiamo rivisto e aggiornato il codice di PluriDoc per renderlo realmente accessibile, con un lavoro approfondito di analisi, test e miglioramento continuo.
E non lo abbiamo fatto “da soli” o solo seguendo checklist teoriche: lo abbiamo fatto insieme a Luca Alberti, studente di informatica cieco dalla nascita, che ha lavorato fianco a fianco con il nostro team per individuare i problemi reali che una persona non vedente incontra usando un’applicazione web di file sharing.
Il risultato? PluriDoc oggi è accessibile da desktop e mobile, con screen reader e navigazione da tastiera, e questo lo rende uno strumento ancora più adatto a contesti come la Pubblica Amministrazione, dove l’utenza è (per definizione) ampia, variegata, e composta anche da persone con esigenze diverse.
Che cos’è PluriDoc
PluriDoc è la piattaforma web di file sharing e gestione documentale sviluppata da Plurimedia per rendere più semplice e controllata la condivisione di documenti con utenti interni o esterni.
Tra le funzionalità principali:
- organizzazione in canali (spazi di lavoro indipendenti)
- permessi granulari su documenti e cartelle
- monitoraggio delle attività (chi accede e cosa fa)
- upload senza limiti di peso o tipologia file
- compressione automatica dei PDF di grandi dimensioni
- tag per classificare e cercare velocemente
- accesso sicuro con SPID / CIE e possibilità di integrazione con sistemi di protocollazione
In poche parole: una soluzione “operativa”, pensata per flussi reali, non solo per archiviare.
Perché l’accessibilità non è un “extra”
Quando si parla di accessibilità digitale, è facile cadere nell’ovvio. Ma c’è una verità concreta: se un servizio digitale non è accessibile, una parte di utenti resta esclusa:
- persone non vedenti o ipovedenti
- persone con disabilità motorie (navigazione solo tastiera)
- utenti che usano dispositivi diversi (mobile, tablet, desktop)
- persone con difficoltà temporanee (infortuni, affaticamento visivo, contesti di lavoro complessi)
Avere uno strumento di file sharing e gestione documentale accessibile significa:
- ridurre barriere nell’accesso alle informazioni
- aumentare la qualità del servizio digitale
- rendere più inclusivi i processi di comunicazione e collaborazione
- migliorare l’usabilità complessiva (anche per chi non usa tecnologie assistive)
In questo senso, PluriDoc oggi è ancora più adatto a contesti in cui trasparenza, accesso ai documenti e autonomia dell’utente devono essere garantiti al meglio.
Rendere un’applicazione accessibile significa quindi renderla più robusta, più chiara e più semplice per chiunque, non solo per chi utilizza tecnologie assistive.
Ed è proprio quello che ci ha ricordato Luca durante l’intervista: spesso l’accessibilità si ottiene più facilmente di quanto sembri e, quando un’interfaccia diventa più lineare, migliora anche l’esperienza di chi non ne ha “bisogno” in senso stretto.
Dalla teoria alla pratica: l’accessibilità si verifica sul campo
Uno dei passaggi più interessanti emersi dal lavoro con Luca è questo: rispettare gli standard, da solo, non basta sempre. Può infatti capitare che un’interfaccia “in teoria corretta” risulti comunque difficile da usare nella pratica, perché l’esperienza reale cambia molto in base a dispositivo, sistema operativo e strumenti di navigazione.
E qui entra in gioco una regola che per noi è diventata centrale: l’accessibilità vera si verifica sul campo.
Perché si può anche partire da linee guida e requisiti, ma poi è l’esperienza reale a dirti se un’applicazione è davvero utilizzabile. Lavorare con Luca ci ha permesso proprio questo: test concreti, iterazioni rapide e miglioramenti misurabili, fino a rendere PluriDoc accessibile in modo consistente.
Cosa abbiamo migliorato in PluriDoc con l’ultimo aggiornamento
Questo aggiornamento non è stato “un ritocco”. Abbiamo fatto un lavoro strutturato che ha coinvolto interfaccia, componenti e flussi di utilizzo, con un obiettivo semplice: permettere a chiunque di usare PluriDoc in autonomia.
In particolare abbiamo:
- completato un primo lavoro di adeguamento agli standard di accessibilità, intervenendo su aspetti fondamentali come contrasti, struttura dei componenti, testi alternativi, etichette e attributi ARIA.
- migliorato la navigazione nell’interfaccia, rendendo più lineari i percorsi principali (accesso, spostamenti tra sezioni, consultazione contenuti).
- reso più chiari e “leggibili” i contenuti per le tecnologie assistive, così che le informazioni importanti siano riconoscibili e raggiungibili con facilità.
- lavorato sulla coerenza dell’esperienza tra ambienti diversi, così che l’app sia usabile in modo affidabile anche cambiando dispositivo o sistema operativo.
- introdotto feedback più chiari sulle azioni dell’utente (ad esempio conferme, avvisi, cambi di stato), così da eliminare ambiguità e frizioni.
- rivisto alcuni elementi dell’interfaccia per ridurre complessità superflua e rendere l’esperienza più semplice e più veloce.
Il punto centrale è questo: non abbiamo “aggiunto accessibilità”, abbiamo migliorato l’esperienza d’uso. E quando l’esperienza migliora per chi usa uno screen reader, spesso migliora per tutti.
Quello che ci portiamo a casa da questo aggiornamento è anche un messaggio più ampio: l’accessibilità non è un adempimento “una tantum”, ma un modo di progettare e sviluppare.
Luca, con la sua esperienza quotidiana, ci ha aiutato a vedere quello che spesso resta invisibile a chi progetta: piccole scelte che possono cambiare radicalmente l’autonomia dell’utente.
E la cosa più interessante è che questo approccio porta un vantaggio doppio:
- inclusione: più persone possono usare PluriDoc senza ostacoli
- qualità: un’interfaccia più chiara è un’interfaccia migliore per tutti
Vuoi vedere come funziona PluriDoc oggi?
Se vuoi capire se PluriDoc è adatto alla tua organizzazione (azienda o PA), possiamo organizzare una demo.
E se vuoi approfondire il “dietro le quinte” del lavoro fatto sull’accessibilità, ti consigliamo di guardare l’intervista completa: lì entriamo nei dettagli e negli esempi concreti.
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