Il modello Serverless

L’evoluzione delle architetture di sviluppo applicativo si sono orientate verso i cosiddetti modelli cloud-native basati su due concetti portanti: Microservizi e Container. Questi modelli hanno dato vita al modello Serverless che ha trovato rapida diffusione nel mondo delle applicazioni cloud-native.

Questa evoluzione è stata indotta da motivi di business tangibili e concreti. Cito i due a mio avviso principali:

  • generare agilità ed efficienza nel business di un’impresa
  • gestire i moderni carichi di lavoro e relativi consumi generati dalla trasformazione digitale

A questi due aspetti che possono essere riconducibili ad un concetto di maggior efficienza e minori costi di gestione si aggiunge un terzo motivo molto importante:

  • Creare velocemente nuove applicazioni ed abbattere consistentemente i tempi che intercorrono tra l’analisi ed il deploy.

Queste direttive di mercato sono imprescindibili per chi, come noi di Plurimedia, opera nel mercato del software.

Ed è per questo che Plurimedia ha iniziato ad usare l’architettura Serverless detta anche FaaS (Function as a Service) per sviluppare inizialmente diverse PoC ed ora alcuni strati applicativi commissionati dai nostri clienti.

Amazon AWS

Plurimedia ha scelto Amazon AWS come piattaforma di riferimento per lo sviluppo in logica FaaS.
In Plurimedia abbiamo cominciato ad usare il cloud AWS molto tempo fa, siamo stati fra le prime società italiane ad utilizzarlo e continuiamo tuttora ad utilizzarlo, anche se Plurimedia sviluppa, ormai da qualche anno, tutti i propri strati applicativi in logica Multicloud grazie ad Openshift.

Amazon AWS ha un set di servizi dedicati alle serverless application decisamente interessanti mi riferisco in particolare a AWS Lambda e al Servizio AWS Amplify.

Stiamo utilizzando entrambi questi servizi per lo sviluppo di un’applicazione finalizzata alla gestione dei costi di trasporto il cui rilascio è previsto a breve.

Plurimedia

Plurimedia è dunque in grado oggi di fornire diversi livelli di servizio cloud. Spaziando dalla definizione di un percorso di digital transformation in ottica cloud alla realizzazione di strati applicativi che fanno uso dei container.

Usiamo OpenShift come piattaforma PaaS e, come già accennato, questo ci ha consentito di traguardare l’obiettivo importante del Multicloud.

Allo sviluppo a container, infine, abbiamo affiancato il modello di sviluppo ad eventi tipico delle serverless architecture.
E questo ci ha permesso di fare un altro passo avanti verso l’innovazione, il NO lock-in e l’Open Source.

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