Il 16 gennaio 2025 il Ministro Zangrillo ha firmato una direttiva che ridefinisce la formazione nella PA. Non è l'ennesima circolare: è un cambio strutturale che i dirigenti devono capire e trasformare in vantaggio.
Per anni la formazione nella pubblica amministrazione italiana è stata trattata come adempimento residuale: qualcosa da rendicontare a fine anno, spesso con corsi generici e partecipazione discontinua. Il confronto con i partner europei è impietoso: secondo i dati Eurostat, l'Italia è sistematicamente sotto la media UE per investimento in formazione del personale pubblico.
La direttiva "Valorizzazione delle persone e produzione di valore pubblico attraverso la formazione" prova a invertire questa tendenza con un approccio diverso: non nuove norme, ma una cornice strategica che mette la formazione al centro della gestione del personale.
Cosa prevede concretamente
A partire dal 2025, ogni dipendente pubblico, dirigenti inclusi, deve raggiungere un minimo di 40 ore annue di formazione, quale parametro di riferimento per la programmazione e la valutazione della performance. Non è un consiglio: è una soglia che entra direttamente nel ciclo di valutazione individuale.
Chi non forma il proprio personale non rispetta la Direttiva. Ma soprattutto, chi non forma il proprio personale non è in grado di rispettare gli obiettivi del PNRR, che su digitalizzazione e modernizzazione amministrativa ha costruito miliardi di euro di investimenti.
Le aree prioritarie individuate dalla Direttiva comprendono leadership e soft skills, transizione amministrativa, transizione digitale, transizione ecologica, etica e valori della PA.
Il dirigente come protagonista
Uno degli aspetti più significativi della Direttiva è il ruolo che assegna ai dirigenti. Non sono semplici destinatari dell'obbligo formativo: sono chiamati a essere promotori attivi, responsabili della pianificazione e garanti della qualità dei percorsi per i propri team.
Questo implica saper scegliere fornitori affidabili, verificare la coerenza dei corsi con i fabbisogni organizzativi della propria amministrazione, e documentare i percorsi in modo tracciabile. La formazione smette di essere un problema dell'ufficio HR e diventa una leva di leadership.
Dove entra Red Hat
La transizione digitale è la priorità più urgente e più complessa da attuare. Competenze su tecnologie open source, cloud ibrido, automazione e container non sono più specialistiche: sono requisiti di base per qualsiasi PA che voglia modernizzare i propri processi e rendicontare correttamente i fondi PNRR.
I percorsi Red Hat, da Red Hat Enterprise Linux a OpenShift, da Ansible ad OpenStack, rispondono in modo diretto alle priorità della Direttiva:
- Sviluppano competenze tecniche certificate e misurabili
- Supportano la transizione digitale e l'infrastruttura cloud
- Sono strutturati, documentabili e tracciabili, requisiti che le amministrazioni devono verificare per riconoscere i corsi di formatori esterni come coerenti con i propri fabbisogni organizzativi.
Un aspetto pratico spesso sottovalutato: la Direttiva stabilisce che le amministrazioni devono verificare la coerenza dei corsi di formatori esterni con i propri fabbisogni organizzativi.
I percorsi Red Hat sono strutturati, modulari e documentabili, esattamente quello che serve per superare questa verifica senza difficoltà.
Come costruire il percorso giusto per la tua PA
Il catalogo Red Hat Training & Certification è ampio: decine di corsi, su tecnologie diverse, con livelli di approfondimento che vanno dall'introduttivo alla certificazione professionale. Scegliere i percorsi più utili non è banale, dipende dalle tecnologie già in uso nell'amministrazione, dagli obiettivi di trasformazione in corso e dai profili delle persone da formare.
Plurimedia affianca le pubbliche amministrazioni nella costruzione di percorsi formativi su tecnologie Red Hat: dalla scelta dei corsi più adatti agli obiettivi della tua organizzazione, fino all’acquisto.
1. Analisi dei fabbisogni
Insieme a te, mappiamo le competenze presenti nel team e le lacune rispetto agli obiettivi digitali della tua amministrazione, tenendo conto del Piano Triennale ICT e delle priorità PNRR.
2. Selezione dei corsi Red Hat più coerenti
Identifichiamo i percorsi formativi, tra RHEL, OpenShift, Ansible, OpenStack e altri, che rispondono concretamente ai fabbisogni emersi, con la giusta progressione per ruolo e livello di partenza.
Se stai pianificando il piano formativo 2025 della tua amministrazione, siamo a disposizione per un confronto senza impegno. Contattaci.
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